Passa ai contenuti principali

4 FEBBRAIO 2012 - LA NEVE A ROMA E LA FINE DI UN AMORE


Salivi le scale verso una nova vita, ogni gradino un colpo al cuore, perdevi piume dalle ali leggera come la leggerezza che mi conquistò. Ogni gradino una crepa nell’anima, vedevo solo la suola della scarpa agitarsi sospesa nell’aria. Ricordo una notte di furore, io lottavo contro lo spettro dell'abbandono e tu, con certezza assassina, eri già arrivata nella tana del diavolo. Arrivò la neve a spegnere il fuoco dell’inferno, il ghiaccio uccise ogni speranza, la capacità di amare congelata sotto il manto bianco. La mattina c'era una Roma deserta e raggiante, con quel vestito da sposa candido di neve. Io ero già morto, col mio nero vestito del lutto sembravo solo una macchia su tutto quello splendore.  


 Copyright © scritto e fotografato da martinedenbg.



Commenti

Post popolari in questo blog

AL PADRE

 Padre, dove sei ora? Ricordo il tuo odore ma i tuoi passi camminano nel silenzio.  In aria rarefatta mulinano le tue braccia e non riescono a toccarmi. Non capisco la lingua dei morti.  Questo è il grande mistero? Parole che non sento giungono dall'eternità. Io sono solo un mortale e non capisco. Ricordo tutto Padre ma dove sei ora? Io non lo so! Ora so che eri meglio di me. Copyright © scritto da martinedenbg.

Borgo toscano

 

LA CADUTA DEL TEMPO

 Il tempo è caduto dalle tasche dei miei pantaloni consunti lancette di orologi antichi sono ferme sull’ora fatale il vento del nuovo ha strappato le anime ai corpi restano marionette con cellule elettriche vagano nei campi dell’illusione digitale spersi nella solitudine di strade vuote ricolme di stracci indossano il manto dell’invisibilità fino a divenire spettri a sé stessi. Il tempo è caduto dalle crepe del mio cuore invecchiato utopisti assassinati dal dogma dell’io giacciono nelle tombe del noi la tempesta del nuovo mondo ha bruciato l’idea  restano fantasmi digitali vagano con occhi secchi e gole riarse impazziti perché non riescono a piangere ridono di dolore rauco e tagliente. Il tempo è caduto dai giorni vani passati a credere nel mio credo ideali esplosi dal trionfo del mercimonio di ogni gesto la tormenta del contemporaneo ha spazzato via i libri dei sognatori restano innocui agitatori  corrono come topi in trappola  rivendicano il nulla parole vane urlat...