Passa ai contenuti principali

FU PROIBTO FU


L'umanità morente urla ricordi ai vivi, nessuno risponde, solo file ordinate di ipnotici in marcia, solo folle di ubriachi di dimenticanza ebbri di presente, nuotano a masse ritmate nel fiume Lete sopra il cadavere di Mnemosine annegata.

Il "NON DIO" potente sterminatore del passato trionfa sul mondo antico di vivo sudore di corpi corporei e annienta perfino gli immortali Dei, soccombe il culto pagano, soccombono le fedi nell'unico Dio, cadono le idee con gli idealismi.

Falciati dalla tecnica gli idealisti, tecnocrazia sanguinaria travolge etica al grido di "morte a chi pone limiti".

Eutanasia del passato, decomposizione dei "c'era una volta", oblio dei "ai miei tempi", stragi di prima di questo presente ostinato, soffoca il rimembrante in nube chimica.

Boccheggia il cantastorie impiccato per aver usato il verbo proibito tra i più proibiti, il passato remoto merita la pena capitale, l'imperfetto l'ergastolo, parlare solo al presente e limitare il futuro è la nuova legge sacra.

I vecchi senza presente e con poco futuro si estinguono per un "fu" di troppo, e così fu davvero.

File di corpi raggrinziti penzolano dai patiboli della polizia amorale, altri marciscono nelle carceri e con loro tace per sempre l'urlo dell'umano, a futura memoria cancellata per sempre.


Copyright © scritto e fotografato da martinedenbg.

Commenti

Post popolari in questo blog

AL PADRE

 Padre, dove sei ora? Ricordo il tuo odore ma i tuoi passi camminano nel silenzio.  In aria rarefatta mulinano le tue braccia e non riescono a toccarmi. Non capisco la lingua dei morti.  Questo è il grande mistero? Parole che non sento giungono dall'eternità. Io sono solo un mortale e non capisco. Ricordo tutto Padre ma dove sei ora? Io non lo so! Ora so che eri meglio di me. Copyright © scritto da martinedenbg.

Borgo toscano

 

LA CADUTA DEL TEMPO

 Il tempo è caduto dalle tasche dei miei pantaloni consunti lancette di orologi antichi sono ferme sull’ora fatale il vento del nuovo ha strappato le anime ai corpi restano marionette con cellule elettriche vagano nei campi dell’illusione digitale spersi nella solitudine di strade vuote ricolme di stracci indossano il manto dell’invisibilità fino a divenire spettri a sé stessi. Il tempo è caduto dalle crepe del mio cuore invecchiato utopisti assassinati dal dogma dell’io giacciono nelle tombe del noi la tempesta del nuovo mondo ha bruciato l’idea  restano fantasmi digitali vagano con occhi secchi e gole riarse impazziti perché non riescono a piangere ridono di dolore rauco e tagliente. Il tempo è caduto dai giorni vani passati a credere nel mio credo ideali esplosi dal trionfo del mercimonio di ogni gesto la tormenta del contemporaneo ha spazzato via i libri dei sognatori restano innocui agitatori  corrono come topi in trappola  rivendicano il nulla parole vane urlat...