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LA CADUTA DEL TEMPO

 Il tempo è caduto dalle tasche dei miei pantaloni consunti

lancette di orologi antichi sono ferme sull’ora fatale

il vento del nuovo ha strappato le anime ai corpi

restano marionette con cellule elettriche

vagano nei campi dell’illusione digitale

spersi nella solitudine di strade vuote ricolme di stracci

indossano il manto dell’invisibilità fino a divenire spettri a sé stessi.


Il tempo è caduto dalle crepe del mio cuore invecchiato

utopisti assassinati dal dogma dell’io giacciono nelle tombe del noi

la tempesta del nuovo mondo ha bruciato l’idea 

restano fantasmi digitali

vagano con occhi secchi e gole riarse

impazziti perché non riescono a piangere

ridono di dolore rauco e tagliente.


Il tempo è caduto dai giorni vani passati a credere nel mio credo

ideali esplosi dal trionfo del mercimonio di ogni gesto

la tormenta del contemporaneo ha spazzato via i libri dei sognatori

restano innocui agitatori 

corrono come topi in trappola 

rivendicano il nulla

parole vane urlate contro inafferrabili nemici.


Il tempo è caduto

ore minuti e secondi 

precipitano nella nuova era

condannati a morte

spersi

persi

annegati nella gola di un pazzo che urla: «Il tempo è scaduto!».



Copyright © scritto da martinedenbg.


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AL PADRE

 Padre, dove sei ora? Ricordo il tuo odore ma i tuoi passi camminano nel silenzio.  In aria rarefatta mulinano le tue braccia e non riescono a toccarmi. Non capisco la lingua dei morti.  Questo è il grande mistero? Parole che non sento giungono dall'eternità. Io sono solo un mortale e non capisco. Ricordo tutto Padre ma dove sei ora? Io non lo so! Ora so che eri meglio di me. Copyright © scritto da martinedenbg.

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