Sono andato in giro piangendo non ho abbassato la testa ho guardato in faccia i passanti occhi asciutti su ghigni maldestri i loro sui miei colmi di lacrime estranei al mondo. Sono uscito dai miei nascondigli scovati per abitudine dolente a celare il dolore urgente l’irrefrenabile urlo d’anima in una cella di muri rimbalza in muta richiesta d’aiuto. Sono fuggito dai corridoi nascosti dalle vie deserte dalla macchina con i vetri appannati dai pavimenti freddi dai luoghi d’oblio dove lenivo divenendomi ombra. Ho ingannato i guardiani del degno per sfidare a colpi di lacrime la quieta esistenza del mondo dagli occhi ridenti o rassegnati aridi di consolazioni spenti da troppa indulgenza. Ho sfidato gli sguardi sfuggenti spalmando lacrime salate sulle ferite di chi si sentiva guarito ma bruciano ora e ancora le vostre. Cicatrici ipocrite dolgono come squarci mai chiusi. Copyright © scritto da ma...
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