Com'è triste morire in primavera,
col nostro amore
coperto da un sudario,
che mi segue ovunque
come l'ombra creata dal sole.
Anche se corro
e scappo lontano,
la sagoma scura resta lì a terra
crudele fino al tramonto,
testarda, beffarda, ferma.
E quando il sole va via,
sono troppo stanco,
mi piego e chino la testa alla notte che arriva,
e tutto si fa ombra diffusa
ove si agitano tutte le ombre.
Stremato dal tanto sfuggire
mi fermo,
dormo e nel sonno,
tutto sembra mai accaduto,
come un brutto sogno,
come un incubo al contrario.
Poi il sole di questa primavera
mi sveglia dall'onirico disinganno,
e presto ricordo di indossare i vestiti del lutto,
patetico vedovo di un amore perduto per troppo amare.
Vado al cimitero,
porto fiori freschi,
prego sulle lapidi di tutti i miei amori morti,
un atto di pietà urlato dentro me stesso che rimbomba tra le pareti delle viscere.
Ma com'è brutto morire in primavera Dio mio!
Ti prego spegni questo sole e
ordina ai fiori di non fiorire,
finché il mio cuore batte,
così che io non possa vedere tanta bellezza.
Presto le radici succhieranno il sangue che sgorga dalla ferita mortale,
e allora cresceranno rose che sanno di te e di me,
e allora le margherite avranno il profumo di noi,
e allora i campi splenderanno dei colori dei nostri ricordi.
Com'è brutto morire in primavera,
lo so bene io che sono il più debole della cucciolata,
e tu mi abbandoni natura matrigna,
preda della prossima lupa.
Com'è brutto morire in primavera ove tutto nasce e il mio amore muore.
Spegni questa luce accecante,
raffredda il calore,
non far venire né giorno né notte,
fai esplodere le stelle
in un lampo di triste realtà.
Com'è triste morire in primavera...
Copyright © scritto da martinedenbg
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